salta la barra Po-Net » Prato Arte e storia » In città » Chiese » Duomo » Cappelle Duomo
Po-Net

Duomo

Cappelle della Cattedrale di Santo Stefano

All’interno della Cattedrale di Santo Stefano sono presenti alcune cappelle decorate con affreschi e corredate da opere prodotte da artisti prestigiosi. La prima cappella che troviamo dopo l’ingresso sulla sinistra, è quella dedita alla conservazione della Sacra Cintola, reliquia portata da Gerusalemme a Prato in età medievale. Proseguendo verso l’altare troviamo ai piedi della balaustra, sulla parete sinistra della zona presbiteriale, la cappella del Santissimo Sacramento. Il transetto è composto invece dalla cappella Vinaccesi, dalla cappella dell’Assunta, la cappella Maggiore di Filippo Lippi e infine le cappelle Manassei e Inghirami.

La cappella della Sacra Cintola

L'attuale cappella, realizzata da Lorenzo di Filippo nel 1386-90 per dare una sistemazione definitiva alla Sacra Cintola, occupa la prima campata della navata sinistra del Duomo di Prato.

Il suo spazio interno è completamente affrescato da Agnolo Gaddi con storie mariane e, in particolare, con episodi ispirati alle vicende della Cintola, che occupano l'intera parete orientale. La statuetta della Madonna con Bambino in marmo bianco, realizzata probabilmente ai primi del Trecento per un piccolo coro all'interno della pieve originaria, è opera di Giovanni Pisano (attivo tra 1275-1317). La cappella nei due lati verso la chiesa è chiusa da una raffinata cancellata in bronzo, capolavoro rinascimentale (1438-1442) di Maso di Bartolomeo, che adotta motivi gotici arricchendoli di spunti naturalistici.

Si è concluso il restauro degli affreschi di Agnolo Gaddi nella Cappella della Cintola, costruita appositamente nel Duomo di Prato per conservare la preziosa reliquia che la tradizione vuole trasportata a Prato nel 1141 dal Mercante Michele Dagomari di ritorno da un viaggio in Terrasanta. Il restauro, iniziato nel marzo del 1998 e diretto da Isabella Lapi Ballerini della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Firenze, Pistoia e Prato, è stato reso possibile grazie al contributo dell'Associazione per il restauro del Patrimonio Artistico Italiano-Arpai, della Cariprato, dell'Ente Cassa di Risparmio di Prato e del Monte dei Paschi di Siena.

Il vasto ciclo di affreschi, dipinto dal Gaddi e dalla sua bottega, fra il 1392 e il 1395, illustra le storie parallele della Vita della Vergine e della Sacra Cintola attraverso episodi ora ricchi di dettagli e di finezze narrative, ora saldamente ancorati alla illustre tradizione giottesca.
Scene come il Matrimonio o l'Assunzione della Vergine, il Presepio o il Viaggio per Mare di Michele Dagomari esprimono al meglio, nella pensosa dolcezza dei volti femminili, nelle squisitezze cromatiche e disegnative, nella cura dei dettagli di costume, il punto fermo fissato da Agnolo nella maturazione di una cultura essenzialmente tardo-gotica.

La cappella del Santissimo Sacramento

Questa cappella risale al 1534-45, anche se l’arco di accesso è stato rifatto nel ‘900 e le volte a botte sono state decorate da Luigi Catani nel 1837, con il tema della Resurrezione.

L’altare seicentesco marmoreo proviene dalla chiesa di Santa Margherita, mentre il ciborio in argento dalla chiesa di San Bartolomeo.

La pala d’altare è una tavola realizzata dal fiorentino Zanobi Poggini nel 1549 e raffigura l’Effusio Sanguinis e i Santi Stefano e Lorenzo, con uno stile che richiama il Sogliani (del quale Poggini fu allievo) e il pacato Fra’ Bartolomeo.

Sulle pareti della cappella troviamo due dipinti murali, che in origine decoravano la parete di fondo della cappella dell’Assunta intorno al 1871, poi staccati e qui ricollocati. Il primo sulla sinistra è un San Pietro di Santo Varni, il secondo sulla parete opposta è un San Paolo di Pietro Pezzati.

La cappella Vinaccesi (Alessandro Franchi)

Detta anche "cappella del Crocifisso", per la presenza di un raffinato Cristo deposto del XIII secolo, in legno ridipinto nel ‘500, in origine parte di un gruppo di più figure tra le quali era compresa la Vergine e San Giovanni.

Le pareti della cappella sono interamente affrescate da un ciclo pittorico eseguito da Alessandro Franchi nel 1872-76, con la Passione e la Redenzione di gusto “nazareno”, con ricche composizioni figurative che rimandano a Raffaello e Michelangelo. Il fondo oro della volta è scandito dalle effigi dei profeti David, Isaia, Geremia e Daniele. Sulla parete sinistra sono dipinte scene della Cacciata dal Paradiso, Giuseppe venduto dai fratelli, il Capro espiatorio. A destra invece troviamo il Sacrificio di Isacco, il Serpente di bronzo, la Pasqua ebraica. Sulla parete di fondo, infine, Franchi ha raffigurato Giosuè e Melchisedech, Zorobabele e Aronne, inseriti in finte nicchie, mentre sulla stessa parete in alto sono dipinti Angeli che reggono festoni e un tondo con l’Agnello.

La cappella dell'Assunta (Paolo Uccello)

Le cappella è famosa per i suoi affreschi parietali risalenti al 1435-36, concordemente attribuiti alla personalità di Paolo Uccello (Paolo di Dono, 1397-1475) e terminati poco dopo da Andrea di Giusto Manzini. Le sinopie recuperate durante il restauro del 1968 sono attualmente esposte nel Museo di Pittura Murale.

Sulla volta sono rappresentate figure di Virtù: Fede, Carità, Speranza e Fortezza, nel sottarco dell’ingresso invece troviamo dipinte delle nicchie prospettiche, nelle quali sono inseriti i Santi Girolamo, Domenico, Paolo e Francesco.

La parete sinistra è dedicata alle Storie di Santo Stefano, racchiuse entro decorazioni spiraliformi di foglioni e tondi con testine e ritratti. Nella lunetta è raffigurata la Disputa di Santo Stefano, composta da diversi e ben caratterizzati personaggi, entro una monumentale composizione architettonica di stampo brunelleschiano. La scena sottostante con la Lapidazione di Santo Stefano è incompleta, sullo sfondo troviamo una veduta di Gerusalemme, proseguita da Andrea di Giusto con l’aggiunta di qualche personaggio. Lo stesso autore ha realizzato anche la scena del registro inferiore con il Ritrovamento dei corpi dei Santi Stefano e Lorenzo.

Nella parete destra Paolo Uccello ha dipinto la lunetta con la Natività della Vergine, all’interno di un’interessante scenografia prospettica, ma anche la scena inferiore con l’Andata della Vergine al tempio, nella quale sulla destra troviamo il probabile ritratto dell’artista. L’ultimo riquadro con il Matrimonio della Vergine è stato realizzato sotto la direzione del maestro per i fondali architettonici, mentre le figure appartengono ad Andrea di Giusto. 

La cappella Maggiore (Filippo Lippi)

La cappella comprende al centro un altare in marmo del 1640 circa, realizzato dai Cennini su disegno di Bernardino Radi, sormontato da un raffinato Crocifisso bronzeo opera di Ferdinando Tacca nel 1653.

La cappella è decorata dal preziosissimo ciclo di affreschi di Filippo Lippi, frate carmelitano e pittore. Le decorazioni parietali sono state eseguite dal 1452 al 1465 da Lippi insieme ad alcuni collaboratori, tra i quali spicca Fra’ Diamante. Tali dipinti ricoprono interamente le pareti della cappella con Storie dei Santi Stefano e Giovanni Battista e si possono ammirare in tutto il loro originario splendore grazie ai restauri terminati nel 2007, a cura della Soprintendenza ai beni Storici e Artistici di Firenze, Pistoia e Prato.

Nella volta a crociera appaiono gli Evangelisti, mentre sulla parete sinistra sono narrate le Storie di Santo Stefano, patrono di Prato e titolare della chiesa. Le vicende si leggono come di consueto dall’alto verso il basso, con la prima scena, la Nascita del Santo, inserita in un impianto prospettico all’interno della lunetta superiore: un demone alato sostituisce il neonato Stefano con un diavolo dalle stesse sembianze. Accanto è rappresentata la scena dell’Incontro tra Stefano e il vescovo Giuliano, al quale il Santo venne affidato in giovane età dopo varie peripezie. La partitura sottostante è raffigurata con il Congedo (o commiato) di Santo Stefano dal vescovo Giuliano per iniziare la sua missione in Cilicia, affiancata dalla Liberazione del corpo indemoniato e da una terza scenetta, la Disputa nella sinagoga. Nell’ultimo riquadro in basso è dipinta una scena ambientata all’interno di una basilica paleocristiana, ovvero le Esequie dopo il ritrovamento del corpo di Santo Stefano, con la salma del Santo al centro e due gruppi di personaggi disposti ai lati; in quello a destra sono presenti l’autoritratto dell’artista e i ritratti di Fra’ Diamante e di papa Pio II. La scena prosegue sul lato destro, sconfinando all’interno della chiesa, con la Lapidazione.

Sulla parete destra appaiono le Storie di San Giovanni Battista, patrono della città di Firenze. Le scene corrispondono a quelle opposte dedicate a Santo Stefano, infatti nella lunetta destra troviamo la Nascita del Battista, inserita in un’analoga scatola prospettica. La riquadratura centrale raffigura sulla destra il Commiato di San Giovannino dai genitori per ritirarsi nel deserto, seguita da San Giovannino in preghiera (rimangono poche tracce, eseguite a secco, di un angelo che porge la croce al santo) e la Predicazione del Battista sulla sinistra. I tre episodi sono inseriti in un unico fondale roccioso e scosceso. La parte inferiore è dedicata al Banchetto di Erode, con la famosissima scena centrale della Danza di Salomè, probabilmente un ritratto di Lucrezia Buti, amante di Filippo Lippi e madre di Filippino Lippi. Nello stesso ambiente sono compresenti altre due scene: la Decollazione del Battista, sulla destra di uno sfondo alberato, e la Presentazione di Salomè a Erodiade della testa del Battista, sulla sinistra.

Sulla parete di fondo è presente una vetrata, realizzata da Lorenzo da Pelago nel 1459 su disegno dello stesso Filippo Lippi. Nei tre ordini di edicole sottostanti, di chiaro gusto tardo-gotico, sono inseriti i Santi Giovanni Battista, Stefano e Lorenzo, nel mezzo si trovano invece rappresentati i Santi Paolo, Pietro e Andrea. La parte inferiore, rifatta nell’Ottocento, è dipinta infine con alcune Sante.

​La cappella Manassei

Le pareti sono state interamente affrescate nel XV secolo con le Storie di Santa Margherita e San Giacomo, ciclo attribuito a un artista formatosi alla bottega dell’Orcagna, influenzato da Agnolo Gaddi, Niccolò Gerini e Lorenzo Monaco. Le figure sono ben delineate da un contorno netto e preciso, da un contrasto chiaroscurale deciso e da un colorito chiaro.

Oltre alle scene su Santa Margherita (sulla parete sinistra) e Giacomo (su quella destra), sulla volta troviamo gli Evangelisti, mentre nel sottarco vi sono dipinti busti di Santi. Sulla parete di fondo abbiamo invece il Cristo Benedicente e l’Annunciazione (del ‘400), ma anche i Santi Anna e Giovacchino di Pietro Pezzati con decorazioni di Eustachio Turchini

La cappella Inghirami

Sulla la parete sinistra della cappella Inghirami è posto il monumento funebre del mercante pratese Filippo Inghirami, eseguito qualche anno dopo la sua morte (1480), attribuito a Benedetto da Maiano. Interessante è la vetrata cinquecentesca con la Visitazione e la Natività.

Cappella della Sacra Cintola
Cappella della Sacra Cintola. Sono qui affrescate da Agnolo Gaddi "Storie della Vergine e della Sacra Cintola", 1392-95.
Cappella della Sacra Cintola
Cappella della Sacra Cintola, lato destro. Sono qui affrescate da Agnolo Gaddi "Storie della Vergine e della Sacra Cintola", 1392-95.
Cappella della Sacra Cintola (parete sinistra)
Cappella della Sacra Cintola, parete sinistra. Sono qui affrescate da Agnolo Gaddi "Storie della Vergine e della Sacra Cintola", 1392-95.
Giovanni Pisano "Madonna con Bambino"
Scultura di Giovanni Pisano "Madonna con Bambino", posta sull'altare della cappella della Sacra Cintola nel Duomo di Prato.
Cappella dell'Assunta di Paolo Uccello
Affresco di Paolo Uccello "Natività della Vergine", nella lunetta destra della cappella dell'Assunta del Duomo di Prato.
Cappella dell'Assunta di Paolo Uccello
Affresco di Paolo Uccello "Martirio di Santo Stefano", nella parete sinistra della cappella dell'Assunta del Duomo di Prato.
Cappella maggiore del Duomo di Prato
Cappella maggiore del Duomo di Prato, affrescata da Filippo Lippi tra 1452-65. Sono raffigurate "Storie di Santo Stefano e Giovanni Battista". Sull'altare vediamo il crocifisso bronzeo opera di Ferdinando Tacca (1653).
Affreschi di Filippo Lippi nella cappella Maggiore del Duomo di Prato (parete sinistra)
Parete sinistra della cappella maggiore nel Duomo di Prato, affrescata da Filippo Lippi tra 1452-65. Sono qui raffigurate "Storie di Santo Stefano".
Affreschi di Filippo Lippi nella cappella Maggiore del Duomo di Prato (parete destra)
Parete destra della cappella maggiore nel Duomo di Prato, affrescata da Filippo Lippi tra 1452-65. Sono raffigurate "Storie di San Giovanni Battista".

Data ultima revisione dei contenuti della pagina: lunedì 16 marzo 2020

- Inizio della pagina -
Il progetto Prato Arte e storia è sviluppato con il CMS ISWEB® di Internet Soluzioni Srl www.internetsoluzioni.it