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Piazza Mercatale e le Case Nuove

Piazza Mercatale si trova nel centro storico di Prato, cinta dalle mura e dalla Porta Mercatale, è la piazza più estesa della città, ma anche una delle più grandi d’Europa.

Storia di Piazza Mercatale dal Medioevo al Seicento

Alle sue origini il Mercatale doveva essere una grande distesa erbosa solcata dalle acque del fiume Bisenzio ed esclusa dalla cerchia muraria più antica, quella del XII secolo, che correva lungo le attuali Via Verdi e Via de' Tintori. È probabile che questo spazio sia stato sottratto all'alveo del fiume che, come testimonia una parte di sponda più a valle anticamente denominata isole, doveva essere instabile e dai confini variabili.

Se valutiamo la morfologia della piazza e osserviamo l'allineamento del fronte nord-occidentale, è facile supporre che questa parte abbia origine dal greto abbandonato del Bisenzio, che nel XII secolo venne colmato di terra. Al vertice il Mercatale era collegato alla riva sinistra del fiume da un ponte detto il Ciffardino, che corrispondeva alla porta Tiezi nella vecchia cinta muraria.
Quel prato verde appena fuori le mura, detto Mercatale Bisenzionis, diventò ben presto sede di un'attività mercantile assai rilevante per la città e per tutto il territorio circostante.
L'istituzione della fiera in questi luoghi è documentata fin dal 1239. Incontro fra realtà produttive e mercantili anche molto lontane fra loro, la fiera si svolgeva in concomitanza con uno degli eventi chiave della vita sociale e religiosa di Prato: l'ostensione del Sacro Cingolo che l'8 Settembre di ogni anno richiamava nella città migliaia di pellegrini.

Nel 1286 venne istituito il mercato cittadino. Nel 1293 una delibera stabilì che il mercato dovesse tenersi il primo e il quindici di ogni mese, eccetto i giorni festivi, mentre dal 1465 il mercato si tenne tutti i lunedì, come avviene ancora oggi a Prato. La vita ordinaria della piazza gravitava tutta intorno alle attività artigianali, in particolare quelle della lana, del rame e del legno.
Dalla fine del XII secolo al 1310, il Comune di Prato, al quale il Mercatale pervenne probabilmente dal demanio dell'Impero, ebbe cura di edificare la nuova cinta di mura della città, che separarono definitivamente la vasta spianata dalle acque del fiume, trasformando nei decenni successivi lo spazio aperto in una piazza cittadina, con la costruzione di case e botteghe. Con queste opere trecentesche la piazza assunse i contorni e i confini che conserva ancora oggi. La caratteristica forma a mandorla è l'esito di molteplici fattori: il fiume, i borghi del vecchio insediamento, il corso delle gore che lambiscono la cortina degli edifici disposti sul lato meridionale.
Nel periodo che precede il 1560, si compì anche la costruzione del Bastione, all'angolo delle mura, prospiciente il fiume Bisenzio, opera che rientra tra quelle previste da Cosimo I de' Medici per il miglioramento difensivo della città di Prato.
Poco più tardi, alla fine del '500, proprio al centro della grande piazza vengono eretti i tiratoi, strumenti usati per la tenditura ed asciugatura dei panni di lana, che per circa due secoli interromperanno l'unità della piazza, venendo a formare due aree distinte, una a pianta triangolare e l'altra a pianta quadrilatera.

Case Nuove

Costruite nel 1696 sul lato orientale, tra il bastione delle forche e la chiesa di Santa Maria del Giglio, le Case Nuove costituiscono il primo tentativo di dare "decoro" urbano al Mercatale, grazie a queste interessanti strutture abitative di tipo popolare del '600. Nate come investimento fondiario del Ceppo ma per volere del Granduca, furono progettate dal Maestro di Campo e dall’architetto militare Dionigi Guerrini per le zone laterali, mentre la parte centrale, denominata il Palazzotto, venne affidata al progetto di Giovan Battista Foggini, primo architetto e scultore di corte. Alla fine del Seicento, le Case Nuove furono affittate ai Gesuiti, poi divennero sede provvisoria del Collegio Cicognini, una parte ospitò il Conservatorio delle Pericolanti, un’altra il Seminario Vescovile, fino al 1726. Solo nell’Ottocento le Case vennero vendute a privati.

Questa riqualificazione di piazza Mercatale fu dovuta al fatto che fin dal medioevo essa era tristemente famosa per le esecuzioni capitali, trasferite poi sul bastione nel corso del Cinquecento, ed era allora occupata prevalentemente da modeste costruzioni date in affitto a piccoli artigiani, come fabbri, calderai, falegnami, fornaciai e cuoiai. Vi era sorto anche l'oratorio di San Giovanni decollato o della Giustizia, il cui scopo era appunto quello di dare assistenza ai condannati a morte e di provvedere alla loro sepoltura. L'opera per intenzione dei Nove doveva proseguire con l'edificazione di un altro blocco, collegato alle Case Nuove sul lato nord, che seguiva l'andamento delle mura, ma questo progetto non ebbe esito.

Storia di Piazza Mercatale nel XVIII-XIX secolo

Si ricostituì invece l'unità della piazza, nel 1783, con la demolizione dei tiratoi allineati sulla direttrice Via Pellecceria - porta Mercatale e la loro ricostruzione a ridosso delle mura urbane, proprio in quel luogo detto "Grembiule", su progetto di Giuseppe Valentini. Il progetto era compreso in un globale ridisegno della piazza, ripensata secondo una nuova organizzazione spaziale. Un tondo erboso chiuso da panchine e cippi in pietra collegati da catene aveva come fondale la grande massa delle Case Nuove, accentuava così il carattere scenografico della piazza e rispondeva anche ad esigenze funzionali.

La fiera era ancora l'evento sovrano nella vita della piazza e intorno a questo ovale correva il palio, a cui si poteva assistere da palchi in legno posti ad anfiteatro. La piazza intanto si popolava di architetture provvisorie di supporto alle innumerevoli attività che si affiancavano alla fiera e al mercato.
Dal XVIII secolo in poi è documentata la corsa dei cavalli per la quale furono costruiti per conto dei privati sessantaquattro palchi in legno che formavano un anfiteatro.
Tra la porta Mercatale e la discesa del cantaccio, si elevava il Palco dei Nobili, riservato al patriziato pratese e costruito interamente a spese del Comune nel 1838.

Il secolo XIX si preoccupò di dare ordine al volto cittadino, con l'approvazione nel 1830 dei lavori per la sistemazione del parterre e del "pubblico passeggio" della piazza che vide anche l'allontanamento per un certo periodo del mercato e con il progetto mai realizzato del prolungamento dei Tiratoi. Il problema "igienico" si ripresentò però nel corso di tutto il secolo, la piazza cominciò a evidenziare un significativo degrado per il quale si intervenne solo molto più tardi.

Piazza Mercatale nel XX secolo

Nel 1921, l'amministrazione cittadina propose la ristrutturazione dei vecchi tiratoi e la loro trasformazione in case popolari e nel 1925, con l'acquisizione da parte del Comune dei locali del Pubblico Tiratoio per la sistemazione provvisoria di alcune famiglie di sfrattati, si costituirono così le premesse per un'altra operazione di riqualificazione che si concluse con la costruzione della Casa del Fascio (adesso sede dell’Ufficio del Registro) a seguito di un concorso pubblico.

Venne poi ristrutturato il Tondo, nel 1928, con l'eliminazione di cippi e panchine e la creazione di una grande aiuola alberata, che tornò a separare la piazza in due parti, contraddicendo l'intenzione del progetto del Valentini di assumere le Case Nuove come elemento determinante per la piazza. È interessante osservare anche come Valentini aveva sviluppato i tiratoi, con undici arconi in facciata, che oltre a rispondere ad esigenze funzionali potevano rappresentare un collegamento ideale con l'edificio delle Case Nuove.

Il 1930 fu per la città un anno decisivo. Dopo l'approvazione del progetto per la nuova stazione ferroviaria di Prato, si giudicò il concorso della Casa del Fascio che doveva sorgere proprio al posto dei tiratoi valentiniani. La commissione era composta dagli architetti fiorentini Ezio Cerpi (l'autore dei lampioni di Piazza Duomo) e Raffaello Fagnoni, dallo scultore Maraini e dal pittore Ardengo Soffici. Della commissione faceva parte anche lo scrittore Curzio Malaparte, ma per malattia non partecipò ai lavori della giuria. 

Il premio andò al progetto dell'architetto Brunetto Chiaramonti di Firenze, che guarda caso riprendeva il motivo dei portici che rispondevano all'esigenza di contenere le adunate all'aperto, richiamandosi formalmente sia ai tiratoi preesistenti che alle Case nuove. Il progetto prevedeva però che si lasciassero intravedere le mura urbane e che attraverso l'aperture di tre fornici sulle mura stesse si permettesse l'affaccio sul fiume.

Presero il via in questo periodo anche i più significativi restauri delle architetture medievali cittadine: il ripristino della Porta del Mercatale nel 1933 e la reintegrazione delle mura retrostanti la Casa del Fascio, con la restituzione dell'antica merlatura nel 1939. Altre iniziative furono intraprese per lo sviluppo economico e il definitivo decollo dell'industria tessile pratese, che non potevano prescindere dal rilancio dell'antichissima fiera. Per la fiera del 1939 fu allestito sulla piazza del Mercatale un grande padiglione coperto di oltre 2000 mq su progetto di Alessandro Vannucci. La costruzione conteneva oltre trecento punti espositivi che una passerella metteva direttamente in comunicazione con la limitrofa Casa del fascio. La Mostra del Tessuto, inaugurata il 9 settembre del 1939, chiuse di fatto la stagione delle opere realizzate a Prato dal regime.

La storia recente della piazza inizia dalle distruzioni belliche e dalle successive ricostruzioni, che hanno cambiato profondamente il volto del Mercatale.
Il Canto al Mercatale con il tabernacolo, raffigurante La Madonna col Bambino e Santi, affrescato da Filippino Lippi nel 1498, già inserito entro le mura della bella casa della madre dell'artista, costituiva un tempo l'apice non solo fisico della piazza. Il 7 Marzo 1944 fu colpito l'edificio che ospitava il tabernacolo, che andò completamente distrutto, polverizzato in mille pezzi. Così quel luogo fu privato di uno dei capolavori assoluti dell'arte del '400, anche se l'opera, oggi ricomposta nelle collezioni del Museo di Palazzo Pretorio, non andò completamente perduta per le amorevoli cure e la ricostruzione miracolosa che il restauratore Leonetto Tintori seppe condurre in quei difficili mesi.

Il bombardamento era stato preceduto da un'altra incursione aerea, per certi versi ancor più micidiale, compiuta nel mese di febbraio, che dilaniò profondamente l'intera area, abbattendosi anche su numerosi edifici della piazza, colpendo le antiche botteghe con i caratteristici fondaci porticati e numerose case a schiera, sia su lato meridionale che su quello settentrionale della piazza e interessando importanti parti monumentali, quali il Ponte al Mercatale e la chiesa di San Bartolomeo. Il ponte fu ricostruito nel 1946, ripristinando le antiche forme medievali, mentre la chiesa fu ricostruita solo nel 1958, in forme e dimensioni totalmente diverse da quelle originarie.
Anche l'edilizia civile che fu riedificata in sostituzione delle case abbattute non ha mantenuto alcun rapporto con il contesto o richiamo costruttivo con quanto vi era, alterando i caratteri morfologici e tipologici preesistenti.

La ripresa economica e una ritrovata vitalità della piazza, in relazione alla rinascita del grande mercato del lunedì e alla riproposizione della tradizionale fiera del settembre pratese, con il grande “luna park”, assicurarono poi per oltre 40 anni una costante centralità e una marcata funzione sociale ed aggregativa al luogo.
Nel 1966 si segnala l'impianto di due altissimi lampioni (oltre 30 metri), posti a circa 100 metri di distanza tra di loro, per assicurare la più ampia illuminazione al parcheggio centrale che nel frattempo si era andato consolidando insieme al giardino.

Infine, con l'allontanamento nel 1981 del mercato del lunedì, la piazza si configura sempre di più come spazio urbano per l'intero centro antico, dato soprattutto dalla grande capacità recettiva del parcheggio, anche se perde le importanti peculiarità e si apre inevitabilmente ai fenomeni di degrado sociale e ambientale.
Gli anni '90 mostrano, invece, i segni di nuove spinte "rigenerizzanti" pur con un progressivo prevalere delle attività serali e notturne su quelle diurne, che ha portato all'apertura di numerosi locali per la ristorazione e l'intrattenimento, legati soprattutto alla frequentazione sempre più numerosa da parte dei giovani, forse ristabilendo, nelle nuove espressioni commerciali, l'antica vocazione del luogo come parte pulsante e vitale della città.

Chiesa di San Bartolomeo bombardata nel 1944
Bombardamento della chiesa di san Bartolomeo durante la 2° Guerra Mondiale (1944).
Ponte di Porta Mercatale
Ponte di Porta Mercatale.
Casa del Fascio
Casa del Fascio in piazza Mercatale, veduta da fuori le mura lungo il fiume Bisenzio.
Piazza Mercatale
Piazza Mercatale
Piazza Mercatale con fiera (1905)
Fiera dell'anno 1905 : piazza Mercatale, baracche e costumi.
Piazza Mercatale con fiera (1905)
Piazza Mercatale con fiera (1905).

Indirizzo e contatti

Piazza Mercatale
, 1
- 59100
Prato
Caricamento Google Maps.......attendere

Data ultima revisione dei contenuti della pagina: lunedì 16 marzo 2020

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