Storia di Prato

La Sacra Cintola e la fiera dell'8 settembre

Una tradizione risalente al IV secolo riporta le prime notizie di una sacra cintura conservata a Bisanzio, che aveva avvolto il ventre della Madre di Dio. Essa sarebbe la cintola che la Madonna donò a San Tommaso al momento dell’Ascensione in cielo. Si tratta infatti di una cintura di lana fine, di colore verde e broccata con alcuni fili d'oro.

La leggenda vuole che questa reliquia sia stata portata a Prato intorno al 1141 da un mercante, Michele Dagomari, che sposatosi a Gerusalemme l'aveva ricevuta in dote dalla madre della sposa. Tornato nella città natale, per tutta la sua vita conservò accuratamente la Sacra Cintola, fino alla morte nel 1172 circa, quando decise di donarla alla Pieve di Santo Stefano, l’attuale Cattedrale.

La reliquia richiamò molti fedeli e pellegrini, tanto da accrescere il potere e il prestigio della diocesi locale, sottoposta al Vescovo di Pistoia, e favorì anche la formazione di una più definita identità cittadina.

Si crearono così rivalità con la vicina Pistoia, tanto che nel 1312 avvenne un tentativo di furto della Cintola da parte del pistoiese Giovanni di Ser Landetto (detto Musciattino), finito tragicamente con un’esecuzione pubblica.

A questo punto si decise di regolamentare minuziosamente la custodia della Sacra Cintola e la sua accessibilità, prevedendo la presenza congiunta di canonici e magistrati cittadini in un cerimoniale dove ancora oggi si apre la cassetta della reliquia utilizzando due chiavi, simbolo del doppio significato civile e religioso attribuito alla Cintola dalla città.        

Nel 1386-90 si decise inoltre di realizzare una cappella apposita – denominata perciò Cappella della Sacra Cintola - in cui dare una sistemazione definitiva all’importante reliquia cittadina, la quale occupa la prima campata della navata sinistra dell’attuale Cattedrale di Santo Stefano. Il suo spazio interno è completamente affrescato da Agnolo Gaddi con Storie mariane e, in particolare, episodi ispirati alle vicende della Cintola, che occupano l'intera parete orientale. 

Fu stabilita la data dell’esposizione pubblica, l’Ostensione dal pulpito della Pieve di Santo Stefano, il giorno 8 settembre in occasione della festa per la celebrazione della Natività della Vergine, che fin dal Duecento si tenne a Prato per tre giorni consecutivi, richiamando una gran folla di fedeli. Altri quattro giorni dell’anno sono tutt'oggi dedicati all’Ostensione della Sacra Cintola: durante il periodo di Pasqua, il 1° maggio, il 15 agosto in occasione dell’Assunzione di Maria e il 25 dicembre.

Dalla vigilia cominciavano i tradizionali riti civili e religiosi: dopo il vespro si muoveva verso la Cattedrale una grande processione, formata dal clero, i suonatori dei Comuni, le corporazioni artigiane, il gonfaloniere, il Podestà e altri magistrati, a cui si aggiunsero col tempo tre baldacchini con reliquie di Santo Stefano, Sant’Anna e del legno della Croce.

Il momento culminante dell'intera festa divenne in seguito la cerimonia dell'esposizione della Sacra Cintola, per molti anni ripetuta sino a tre volte lo stesso giorno e talvolta anche il giorno dopo per accontentare i numerosi fedeli. Con gli anni questa festa non ha perso di importanza e tuttora, al suo corteggio storico, partecipano le città più importanti della Toscana.

Approfondimento 

Ostensione della Sacra Cintola
Ostensione della Sacra Cintola dal pulpito di Donatello all'esterno del Duomo di Prato.
Corteggio Storico 8 settembre
Veduta del Corteggio Storico che si svolge a Prato ogni anno il giorno 8 settembre.

Data ultima revisione dei contenuti della pagina: mercoledì 07 ottobre 2020

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