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Musei di Prato e Provincia

Museo della vite e del vino

Storia e obiettivi

Il museo della vite e del vino, è stato inaugurato nel 1999 da un progetto già avviato nel 1992.

Vi si accede dall'ufficio di informazioni turistiche della Pro Loco.

Il museo ha come scopo quello di promuovere la qualità del vino di Carmignano e raccontare come hanno fatto gli abitanti di questo fiorente comune a portarlo ai livelli di oggi.

È anche un museo che racconta la civiltà contadina e quel particolarissimo istituto toscano che è stata la mezzadria.
La galleria offre questo tuffo nel passato per ripercorrere le tecniche di produzione e la storia del vino fatta soprattutto dalle persone che hanno permesso questo miracolo.

Storia del vino di Carmignano

Il vino di Carmignano ha un percorso storico che parte da molto lontano. Già gli etruschi e poi i romani conoscevano e apprezzavano il vino di questi luoghi, e lo dimostrano i reperti ritrovati nelle necropoli sul Montalbano.
Poi durante il Medioevo e l'introduzione della mezzadria il paesaggio e il modo di produrre il vino cambia.
Il 1716 è l'anno in cui il granduca Cosimo III de' Medici pubblica il bando che fa nascere la denominazione d'origine controllata ante litteram.
Il famoso mercante pratese Datini elogerà nel Quattrocento il vino di queste colline e grazie a lui prenderà la via dell'estero, politica continuata nel Settecento da Filippo Mazzei che porterà il vino carmignanese in Inghilterra.
Per finire basta nominare il poeta D'Annunzio che cita la qualità di questo vino nei suoi scritti, e le grandi cantine Niccolini, per dare un quadro d'insieme che fa capire l'importanza e la qualità acquisita dal vino in questi secoli.

Percorso museale

Il corridoio che il visitatore deve attraversare per entrare nella prima sala è caratterizzato da una riproduzione di un filare di una vigna secentesca ad opera di Bartolomeo Bimbi (l'originale si trova nella villa medicea di Poggio a Caiano), che con questo dipinto ha voluto fare una sorta di censimento delle viti.
Molte non esistono più al giorno d'oggi, altre invece si sono evolute o incrociate con altri esemplari. Nella parte inferiore, alcuni cartigli denominano e numerano questi 37 e 38 tipi di uve diverse.
La prima sala, ed altre del museo, occupano gli spazi un tempo appartenenti alle cantine Niccolini. Il visitatore entra così nella stanza dedicata alla produzione vinicola locale. Come sfondo ancora l'affresco del Bimbi e una parte di esposizione della collezione privata di Federigo Melis, profondo conoscitore dei vini italiani ed europei, al quale appartengono più di 800 bottiglie conservate nel museo.


Sempre seguendo il percorso museale si entra in un'altra sala che racconta la storia del Carmignano e delle sue genti. Infatti alle pareti sono appesi i luoghi di interesse culturale che il comune offre, come l'antica Rocca, le testimonianze medicee ed i suoi meravigliosi paesaggi.
Inoltre sempre in questa sala sono esposti i recipienti che nei secoli hanno contenuto il vino: il cratere etrusco, l'orciuolo medioevale ed il nostro fiasco.

Tra un intreccio di antico e moderno si snodano le altre sale del museo, alcune accolgono la storia del luogo di nascita del vino di Carmignano, il grande Barco Reale che ne delimitava il territorio in antichità, affiancato da carte che illustrano il Montalbano com'è oggi. Ancora più avanti le sale ospitano cimeli di storia contadina grazie all'esposizione di vecchie carte di poderi e fattorie, ancora oggi esistenti, ma soprattutto permette di capire come si è evoluto il territorio, per secoli modellato dall'uomo, con particolare attenzione al periodo che va dalla fine del 1700 fino agli anni Ottanta. Infatti un fattore di grande rilievo che ha partecipato attivamente a tale trasformazione è stata la tecnica della "Mezzadria", che fu per alcuni un modo per incrementare la produttività del territorio.
Interessanti sono le testimonianze orali degli anziani che hanno vissuto nella Carmignano contadina e che rivivono quei momenti ormai passati per tramandare i vecchi mestieri altrimenti dimenticati.

La terza sala è in parte dedicata all'etnologo svizzero Paul Scheuermeier che tra il 1919 e il 1930 raccolse immagini e racconti sulla cultura contadina, sui costumi del luogo e sugli utensili. Oggi nel museo sono esposte le riproduzioni di alcune foto da lui scattate, che ritraggono i cicli di produzione del vino, alcuni disegni realizzati da Paul Bosch ed appesi alle pareti troviamo proprio alcuni attrezzi ritratti nelle foto stesse.
Sul lato opposto della sala, sempre tenendo fede al rapporto stretto che il museo ha voluto sottolineare tra antico e moderno, troviamo altre foto scattate da Vittorio Cintolesi tra il 1980 e il 1990, che mostrano il tramonto del mondo mezzadrie. Ogni foto ha una didascalia ripresa da poesie scritte da alcune delle più grandi figure della nostra storia come Ediodo, Catone, Leonardo da Vinci.

La quarta sala ospita una piccola biblioteca virtuale che vuole promuovere e ribadire l'importanza del vino di Carmignano, dal bando emesso dal Granduca Cosimo III che stabilì severe e precise regole sulla sua produzione anticipando i contenuti delle odierne DOC e DOCG, che il Carmignano conquistò nel 1975 e 1990.
Affiancati al vino, sempre nella sala, sono esposti altri importanti e famosi prodotti di Carmignano; i suoi Fichi (essiccati ed appiccati), e gli olivi che producono un olio molto apprezzato.
 

Nell'ultima sala è esposta un altra parte delle bottiglie della collezione Melis. 

 

Indirizzo e contatti

Piazza Vittorio Emanuele
, 2
- Carmignano
Sito web: www.carmignanodivino.prato.it
E-mail: info@carmignanodivino.prato.it
Telefoni: 055 8712468
Fax: 055 8711455
OrarioDal 1 ottobre al 30 aprile:
Dal martedì al sabato e ogni 1° domenica del mese 9.30 - 12.30 e 15.00 - 18.00

Chiusure per festività: 1 e 6 gennaio, domenica e lunedì di Pasqua, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1 novembre, 8, 25 e 26 dicembre.

Biglietto: ingresso gratuito

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Data ultima revisione dei contenuti della pagina: lunedì 18 luglio 2016

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