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Conventi e monasteri

Monastero di San Vincenzo

Il monastero di clausura fondato nel 1503 fu soggetto a lavori imponenti tra 1558 e 1565 a spese di Filippo Salviati, durante il periodo di permanenza di Caterina de' Ricci (1522-1590), quando fu costruito il coro e una nuova chiesa pubblica (la Basilica dei Santi Vincenzo e Caterina de' Ricci), insieme ad altri ambienti per la vita comunitaria, raggiungendo a fine del XVI secolo le dimensioni attuali. Dall’atrio si raggiunge il monastero nell’anticoro e nella Cappella della Madonna dei Papalini, dove è conservato un busto in terracotta della Vergine realizzato all’inizio del Cinquecento dalla cerchia di Matteo Civitali. Sul fondo della cappella si trova una Madonna con Bambino che appaiono a San Giacinto, eseguita nel 1595 circa da Santi di Tito. Sotto il pavimento era stato deposto il corpo di Santa Caterina (fino al 1732) accompagnato da un affresco sulla parete eseguito dalla bottega di Santi di Tito, il cui soggetto è Caterina condotta da un angelo a contemplare la presentazione al tempio di Gesù. Vi è inoltre un’edicoletta in cui si conserva un Crocifisso ligneo legato al Sacco di Prato del 1512, impugnato da una suora per difendere il proprio convento riuscendo così a scacciare i mercenari spagnoli.

Il coro monastico fu costruito per volere di Filippo Salviati probabilmente su progetto del celebre scultore fiorentino Baccio Bandinelli (1488-1560). La parete di fondo ha tre incorniciature centinate, quella centrale contiene un bel Crocifisso ligneo, l’altare è sormontato da un dipinto secentesco con l’Annunciazione, affiancato da due opere di Michele delle Colombe, con l’Assunta e Scene della Passione. La volta è affrescata nel Settecento da Giacinto Fabbroni con busti di Santi, mentre le pareti sono corredate da numerosi dipinti del ‘600-‘700, ma abbiamo anche una Madonna col Bambino e San Giovannino, opera di inizio Cinquecento riferibile all’ambito di Ridolfo del Ghirlandaio. In una lunetta vi è un’interessante tela con la Flagellazione della metà del Seicento del contesto di Lorenzo Lippi, come un Martirio di Santa Barbara; della mano di Lorenzo Lippi è invece un bel San Francesco di Sales, del 1640-45. Sull’ingresso è infine posto un Cristo che mostra le piaghe del costato, della cerchia di Bronzino.

Dalla porta sulla destra dell’altare si giunge al sacello con l’urna della Santa, decorato da tre tele del 1735 realizzate dall’apprezzato Gian Domenico Ferretti con Santa Caterina.

Ad est del cortile si apre la sala di lavoro del 1565, altri ambienti sono le celle al primo piano, l’Orto degli olivi voluto da Santa Caterina, la cui parte occidentale è occupata dall’Istituto Santa Caterina de’ Ricci. Esiste poi la sala del guardaroba, dove le monache conservano gli indumenti e un grande Refettorio.

Le maggiori memorie e storie della Santa si conservano però al primo piano, dove troviamo la cella del Transito, nella quale Caterina morì, e la cappella del Crocifisso, dove avvenne un evento prodigioso: nel 1542 il Cristo in legno si staccò dalla croce per abbracciare Caterina. Segue la contigua cappella delle reliquie, quella di San Domenico e quella della Madonna di Loreto, realizzata rispettando le misure della Santa Casa, con una bella tavola di Michele Tosini del 1561. 
 

Basilica Santi Vincenzo e Caterina de' Ricci (interno,altare maggiore)
Veduta interna della basilica dei Santi Vincenzo e Caterina de' Ricci, zona presbiteriale. Da qui si accede anche al monastero attiguo di San Vincenzo.

Indirizzo e contatti

Via San Vincenzo
, 9
- 59100
Prato
Telefoni: 0574 24706
Sito web dettaglio orariohttp://www.diocesiprato.it/
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Data ultima revisione dei contenuti della pagina: martedì 17 marzo 2020

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