Palazzi storici e ville

Villa Le Sacca

Il complesso si trova nella zona di Santa Lucia a nord di Prato e purtroppo, nonostante la lunga storia che lo interessa, attualmente versa in condizioni di grave degrado strutturale.

Inizialmente, intorno alla prima metà del Duecento, era adibito a monastero francescano, chiamato Santa Margherita di Gambarondoli o delle Sacca, dove vivevano le monache dette “insaccate” per le particolari vesti che le contraddistinguevano. Queste si trasferirono alla fine del Trecento nel convento di Santa Margherita nei pressi di piazza Mercatale a Prato, e nel 1406 il convento delle Sacca fu venduto ai monaci olivetani che lo ristrutturano e ampliarono.

Nel 1774 fu soppresso come molti altri edifici ad uso monastico e l’anno successivo il Granduca Leopoldo lo donò al Collegio Cicognini e divenne residenza estiva per i convittori, fino al totale abbandono alla fine degli anni ’60 del Novecento.

La villa fu così riadattata al nuovo uso, i lavori di riammodernamento architettonico iniziarono subito dopo il passaggio di proprietà nel 1775, ma furono ripresi nel 1835 (su disegno di Stefano Berti) e anche nel 1886, su progetto di Giuseppe Bacci, che prevedeva il rialzamento del complesso e una nuova facciata allungata, conclusa sulla sinistra da una piccola torre.

Infine, negli anni ’70-’80 del Novecento, sono stati restaurati i tetti di gran parte dell’edificio, dopodiché ha avuto inizio un lento declino tutt’oggi in corso.

All’interno sono sopravvissuti alcuni ambienti medievali e quattrocenteschi, come il frantoio e la cucina al piano terra e alcune sale del primo piano tra cui spicca l’appartamento dell’abate. Il corridoio in facciata mantiene invece un gusto neoclassico, con busti e statue dipinte.

Nell’ala trasversale, nucleo originario del convento duecentesco, troviamo il refettorio con volte a crociera e la sala capitolare del Trecento, con volte a crociera costolonate, collegata da un portone gotico a un altro ambiente simile.

Nel terzo corpo di fabbrica persiste invece la chiesetta con una cappella addossata sulla sinistra, in pietra alberese del XIII secolo, coronata da archetti lobati in cotto e aperture ogivali. Fu sconsacrata nel 1859-61 circa e suddivisa in due piani.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Villa fu utilizzata anche per ospitare gli sfollati, come accadde anche ad altri luoghi della città, tra cui il Castello dell’Imperatore.

L’ex residenza estiva Cicognini (detta comunemente “Cicognini vecchio”) ospitò, fra gli altri, due importanti personaggi: Gabriele D’Annunzio dal 1874 al 1881 finché non si trasferì a Roma, e Curzio Malaparte, che qui soggiornò fino al 1915.

Villa Le Sacca
Villa Le Sacca

Indirizzo e contatti

via Bellavista
- 59100
Prato
OrarioLa villa non è visitabile.
Caricamento Google Maps.......attendere

Data ultima revisione dei contenuti della pagina: martedì 17 marzo 2020

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